Imparare in modo diverso

Quando ho terminato i miei studi in Francia, la strada da seguire era quella di cercare un lavoro. Però ho deciso di intraprendere un altro pecorso… Perché ? Perché sentivo il bisogno di imparare : non sui banchi di suola o sull luogo di lavoro…. Non, avevo “sete” di incontrare persone, di scopire nuove culture, nuovi modi di vivere.

E per queste ragioni mi sono affidata all l’avventura EVS. Pero, quando ho priso l’aero e sono partita da casa : ho laciato la mia famiglia, i miei amici e mi sono chiesta «  ma perché fai questo ? Vivere 11 mesi in un paese dove non conosci nessuno, dove parlano una lingua che non sai parlare. Sei timida et riservata…Sei pazza ? »

Però, fin dal primo momento che sono arrivata in Italia, ho iniziato i miei seminari e ho vissuto rapidamente lo scambio multicultural. Tanti nomi da ricordare, ma anche tante belle persone da scoprire che hanno cancellato i miei piccoli dubbi e insicurezze.

Ora sono 6 mesi che sono in Italia, ho incontrato tante gente di varie nationalità e ho condiviso con loro esperienze ispiratore e/o insolite. Ho scoperto nuove culture grazie agli altri volontari con cui vivo e mi diverto. Non avrei imparato così tanto se fossi rimasta in Francia.

I viaggi fatti fin’ora in Italia e il mio lavoro a “l’Asilo Valdese per le persone anziane” me hanno permesso di imparare tanto sulla cultura italiana. Imparo quando parlo con i volontari, con gli operatori e con le personne anziane. Sono tutti pazienti con me, mi aiutano a parlare l’italiano e hanno sempre le loro storie  da raccontare : storie di vita sull’ Italia o sulla Val Pellice.

Ho ancora 5 mesi per apprendere tante cose e contrariamente alla scuola, non voglio che arrivi la fine di questo anno di volontariato..!

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Un buon inizio

Meno male!

Ciao a tutti

Mi chiamo Elena e vengo dalla Spagna. È passato un po ‘di tempo da quando ho finito la mia carriera e che non sapevo veramente dove andare.

La mia situazione nel mio paese era un po ‘complicata, quindi mi era chiaro che volevo uscire e vivere un’altra esperienza e trovare un nuovo percorso.

Cosí, cercando e cercando, ho trovato questo SVE. Avevo già avuto altre esperienze in altri paesi e non erano stati molto bravi, quindi avevo un po ‘paura di andarmene per un lungo periodo di tempo. Ma penso che stia andando abbastanza bene e che alla fine ho fatto bene in uscire di nuovo. Credo che anche è una buona lezione sapere che tue experienze passate non creanno experienze future e che dobbiamo rischiare di crescere.

Ma non voglio essere filosofico perché non tocca ancora.

Il mio volontariato si svolge in una piccola paese di Torino, in montagna. La vista è bellisima e la vita è molto semplice e tranquilla.

Lavoro come voluntaria en Radio Beckwith e il mio lavoro è diverso. Di solito dobbiamo aiutare con la regia video delle dirette della radio cuando hanno eventi opure un ospite interesante in cualqun programa. È molto interessante apprendere come è organizzata la squadra e come ognuno di loro lavora in modo diverso nel proprio campo. Penso anche che ognuna delle interviste che fanno ha molto valore perché possiamo scoprire cose nuove e imparare altri modi di vedere il mondo.

Ma una delle cose più stimolanti è che grazie a questa esperienza, la mia compagna francese e io abbiamo avuto l’opportunità di creare un programma solo per noi. È buono perché siamo molto liberi di parlare di tutto ciò che vogliamo.

Noi abbiamo scelto parlare sul libri come  scusa per parlare sul qualcun tema della societá. Ogni settimana noi scegliamo un libro opure un film è analiziamo che cose sono in relazione con il nostro ambiente. Per esempio, questa settimana abbiamo letto 1984 di Orwell é abbiamo fatto una relazione tra il controllo del governo con la publicitá.

Siamo molto contente perché ci piace leggere un sacco e crediamo che è interesante parlare sul temi importanti per fare un po´riflettere alle persone che scoltano il nostro programa.

E molto divertente registrare il programa ma nel stesso tempo è stressante perchè da un lato, siamo frustrati perchè parlare in italiano mentre improvvisiamo e parliamo di problemi complicati è dificile, e dall’altra parte mai abbiamo lavorato in una radio, quindi, abbiamo bisgno di tempo per prendere il ritmo del lavoro. Ma è bello guardare il processo perché piano piano facciamo progressi.

Per il momento, siamo molto contente.  Abbiamo incontrato molte persone con chi abbiamo fatto amicizia e stiamo viaggiando molto. Ma ovviamente non tutto è perfetto e ci sono cose che non ci piacciono, ma anche questo fa parte dell’esperienza e fa apprezzare di più le cose buone.

Sono fortunata perché sento che ho trovato una nuova famiglia. Il ambiante che abbiamo creato con le mie coinquiline francesa  e tedesca è maraviglioso. Hanno reso il nostro appartamento davvero una casa.

Sono contenta  di avere scelto di venire e voglio godermi tutto quello che posso senza preoccuparmi del futuro, che d’altra parte è molto presente ed è piuttosto spaventoso.

Vedremo cosa ci aspetta…

Elena

L’inno alla leggerezza e alla lentezza

È martedi 2 ottobre 2018. Oggi, come ogni mattina, sulle alture del piccolo comune di Luserna San Giovani, individui si dirigono verso il loro luogo di lavoro, arrampicandosi su una collina verde e persa. Loro lavorano in un grande ente che si chiama «  La Diaconia Valdese ».

Pero questa mattina è diversa. Durante quella tranquilla e soleggiata mattina, due nuove faccie varcano le porte di questa instituzione.

In particolare, penetrano nei studi della Radio Beckwith. Una meravigliosa avventura di un anno le aspetta.

Una di loro, sono io, Romane. Di nazionalità francese, ho appena lasciato Pariggi, città di più di 2 milioni di abitanti, con un traffico pesante, una marea umana, con una agitazione perpetua per atterrare qui, in una piccola cità alla campagna circondata dalle montagne. Osservo questo nuovo ambiente con fascino,  gonfio i miei polmoni di aria fresca.

Doppo di avere ottenuto un master nel « développement social » che doveva orientarmi verso un lavoro in uno istituto di ricerca oppure nella funzione pubblica, decidere di lavorare in una radio in Italia sembra curioso …  

Alora, perché questa scelta ?

Mi piace le nuove sfide, l’aventura, l’incontro con altre cultura. Mi piace essere sorpresa. Ma potrei rispondere in modo più simplice : è la mia ricerca eterna di leggerezza e di lentezza che mi hanno portato qui.

Mi spiego.

Oggi, credo che la società francese esercita sul individuo un peso che è dimostrato dalla pressione alla scuola, al lavoro, etc.
Dappertuto, si incoraggia le giovani generazioni ad avere sempre une linearità e une coerenza nel nostro percorso di vita.


Come se era sbagliato perdersi.

Fabbriciamo un quadro preciso del successo. Scegliamo formazione e studi, preoccupandosi sempre dei sbocchi professional con la questione sottostante dei salari.

Quando ho scelto di studiare la letteratura tedesca, sempre la gente mi ha chiesto : Pero, che cosa puoi fare doppo con questo ? Non porta da nessuna parte. E quando ho scelto di studiare le politiche sociale doppo 3 anni : A che servono questi studi ? Che tipo di lavoro puoi trovare doppo ?
Abbiamo bisogno di nome, di chiarezza, di avere la garanzia di la sicurezza finanziaria.  L’interesse per l’oggetto di studi passa in secondo piano.

E da tutta questa pesantezza che ho voluto anche fuggire arrivando qui.

Avevo anche bisogno di lentezza.
Mi sembra che la velocità prende sempre più il controllo delle nostre vite. Siamo in movimento costante, corriamo, incateniamo i lavori. Fare niente, prendere tiempo per pensare, prenderci una pausa nella sua vita, senza lavoro né studio è mal compreso.

Cuando ho scelto di viaggiare tre mesi in Peru doppo di avere studiato, persone del mio entourage hanno condannato la mia decisione, considerandola come vancanza illegittima e inutile.

Perché dobbiamo sempre rimandare a dopo il momento in cui saremo felice ?

Sfortunamente, il discorso attuale dominante assimila il fatto di non lavorare o di non studiare alla pigrizia. Perché ? Perché Francia è diventata una societa neoliberale dove l’economia e la logica di mercato si impongono in tutti i settori della societa. E l’economia è incompatibile con il fatto di fermarsi : il tempo è denaro.

Oggi, sono terrorizzata di vedere l’interesse egoista sopraffa i valori umani e il dovere collettivo.

Qui in Torre Pellice, prendo il tiempo. Il tiempo per incontrare persone nuove, imparare su altre culture, per dormire al sole, per leggere, per scrivere, per scoprire ogni giorno cose nuove alla radio, senza pressione.

Secondo me, il SVE non deve essere considerato in primo luogo come uno strumento per abbellire un curriculum pero come una fine a se stessa. Una esperienza come quella ricorda que

Le cose che hanno il maggiore valore sono sempre quelle che non hanno prezzo.

Romane

 

To Grow One Flower

When I came in Italy, firstly I went to Torre Pelice for beginning seminar. Actually, I can say that this seminar was a chance to meet with different people as a first step. I was so excited and felt a little bit  scared to be as volunteer in Italy. Because everything was so different from main country (Turkey). Thank to this fırst seminar, I had so good time and felt relax. We stayed 12 days in Torre Pellice with 45 people together. This process was amazing beginning for me. We could share our ideas, thoughts, time, food and life experience with each other. Thanks to this seminar, I realized that I felt give the right decision to being an international volunteer. I imagined that I will give my one year and I will work shoulder to shoulder with these people like me.

After the seminar, every people went to workplace city. This transition process is quite a different experience. When I arrived in Torino and my home in Barriera di Milano, I felt the multicultural atmosphere here. Barriera di Milano includes different kind of migrants who generally came from  North Africa and Latin America. 

Then , I started working in IL Passo Social Point. There are many activities and workshop in this center for children and adults. Being here and participating in these activities is a great thing. Before I came in Italy, nearly 8 years I worked with children as volunteer. Now, I’m in here and I can help children from different countries. Migration context is completely so hard process. This complex process can be find a solution in this center. We help to children for their homework with my teammates. Children come to center after school on Tuesday, Thursday and Friday. This activity is called “Dopo Scuola”. Also, we arrange some activities every Friday in programme of “Spazio Adolescenti”. I can say honestly, being with children and touching on their heart are unbelievable. Actually, not only I’m helping to them but also they are helping me to find my way and to understand life. Children is simply children in everywhere, in the every conditional. Being an immigrant does not prevent being children.

Sharing may seem simple word at first but actually it has very meaningful  word in volunteering process. Also it is so important to understand about other people life. Firstly, I share my time for understand other people. And then I give attention to help them. This process is mutual which encompass improvement like building new world inside. I meet many people in this process and they always add something to me. I listen their story and try to understand what they are living. Espeacially, children teach me a lot of  precious things. To be with children is like planting a flower in a mess. For me, EVS process equal for building peace atmosphere. Thanks to everyone who came into my life in this process.

Oyku Dalak, volontaria Turca al Passo Social Point per il progetto “Common Grounds”