SVE, più di un programma Erasmus +

Give your time, and change your mind….

Ora che è passato un po’ di tempo, posso scrivere che cosa ha significato per me quest’anno come volontario internazionale per il Servizio Migranti della Diaconia Valdese. La verità è che non è stato un anno facile, perché  è difficile adattarsi a un Paese nuovo e ad una cultura diversa, con una lingua è alquanto complicata, almeno inizialmente. Tuttavia, sono orgoglioso di aver potuto vivere questa esperienza e di aver scoperto una  nuova passione nella mia vita.

Essere in grado di entrare in contatto con una realtà come quella delle persone migranti mi ha fatto capire quanto poco si sappia di questo gruppo sociale che negli ultimi anni subisce grandi critiche. Sono riuscito a vedere come la vita delle persone può essere migliorata facendo piccole cose.

È vero che il contatto con altre culture durante il lavoro è stato a volte difficile, ma è grazie a loro che ho potuto aprire di più la mente alla multiculturalità che fa parte della nostra realtà e vedere che è questa che arricchisce il mondo.

Quest’anno sono stato in grado di organizzare un corso di alfabetizzazione informatica per migranti, ma non solo, perché ho avuto l’opportunità di dare una mano in tante aree diverse della Diaconia, da COV a Giovanni e Territorio. 

Grazie per ogni momento in cui abbiamo lavorato insieme, non ho incontrato solo un gruppo di grandi professionisti ma anche di persone fantastiche. Grazie soprattutto a quelle dei laboratori migranti con cui ho potuto lavorare più da vicino e al gruppo di animatori e responsabili di Mamma Esco a Giocare che mi hanno fatto sentire parte di loro.

Inoltre, l’esperienza del volontariato mi ha permesso di incontrare persone provenienti da tanti Paesi diversi. Con loro ho potuto vivere grandi momenti, che, anche se alcuni sono stati belli e altri brutti, hanno reso quest’anno qualcosa di unico. Ognuno di loro ha un posto in questa storia che abbiamo vissuto e che, come tutto, è stato unico.

Pertanto, oggi se avessi l’opportunità di tornare indietro nel tempo di un anno, al momento della partenza, penso che lo ripeterei, perché quando lasciamo la nostra zona di comfort, è quando iniziamo davvero a vivere.

GRACIAS Y HASTA PRONTO.

Alejandro

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