E tu cosa pensi dell’Europa? Conversazioni SVE

Sono Krisztina, e da quasi 11 mesi sto svolgendo un servizio di volontariato internazionale a Firenze, presso il Gignoro, una struttura che si occupa di anziani.

Il progetto di cui ho fatto parte, si chiama SONS e prevede anche di raccogliere del materiale per capire meglio il rapporto tra gli ospiti della struttura e l’Europa. Così ho fatto delle interviste. Ho fatto delle domande e ricevuto delle risposte che ci fanno capire un po’ di più il significato che queste persone danno all’Europa.

Qui ne riporto una.

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K:Ciao Enrico come stai?

E:Abbastanza bene, grazie!

K: Quanti anni hai?

E: Ohh, sono vecchio, 83. Tu?

K: Ho 23 anni, anch’io sono vecchia.

E: (ride) Bambina…

K: Enrico, secondo te è cambiata l’Europa da prima della guerra a dopo la guerra? E se si, come?

E: Si, è cambiata perché prima della guerra non c’erano tutte queste cose qui politiche… L’Italia c’era ma c’erano state da poco le guerre con la Germania, insomma diverse guerre, e allora si viveva in un’Italia più semplice.  Perché nel mondo c’era più povertà, c’erano più disagi. E poi il cambiamento è avvenuto e la vita è migliorata su tante cose. Ora c’è più modo di conoscersi l’uno con l’altro, conoscersi tra di noi di diverse culture anche. Conoscere meglio il mondo.

E poi si sa più della Francia, della Germania, si sa più di queste cose, perché anche ci sono tante cose come i computer, come le tv, che ci fanno conoscere, che non c’erano prima della guerra. Queste cose aiutano, hai capito? Allora si conosce di più sicché c’è stata una bell’evoluzione, nel dopoguerra.

K: Come hai vissuto la nascita dell’Europa?

E: Come l’ho vissuta? Ma, nulla. Sono stato trascinato dagli eventi, ho seguito le situazioni via via che ci sono state, sono successe tante cose. Mi dispiace perché ancora c’è la fame nel mondo, nonostante tutto questo. Bambini nell’Africa non hanno dell’acqua, non hanno dei servizi igienici, tutte queste belle cose qui. Mi dispiace quando si vede nei documentari così. Ci sono il pro e contro, però c’è stato un bel miglioramento. Se ci fosse veramente un’Unione Europea in cui tutti ci si aiuta, sarebbe meglio. Anche con le barche, uno si quell’altro no. Non vorrei che ci fosse tutto questo. D’altra parte, l’Italia non può accettare tutti.

E: Cosa ha significato per te nel passato l’Europa?

K: Forse c’era più fratellanza, nel senso di bontà, più umanità che si vedeva, si sentiva. Ora ci sono tante belle cose, un’evoluzione però con un po’ distacco tra le persone. Ho lavorato cinque anni in Francia, e non ho sentito nessun distacco. Mi volevano bene, e sempre chiedevano di cucinare gli spaghetti.

K: Cosa è per te Europa?

E: L’Europa… Ora c’è più progresso, ecco tutto qua.

K: Come pensi ora la situazione in Italia?

E: C’è la miseria. C’è ancora tanta misera. C’è ricchezza ma, c’è ingiustizia. C’è la gente che muore di fame e c’è la gente che è molto ricca.

K: Secondo te il cambiamento della lira era una buona idea?

E: Sì. Sono più contento con l’euro, perché si spende in estero. È più facile. Mi sembra meglio. La lira era più stretta, più italiana.

K: Grazie mille Enrico!

 

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